Knut Hamsun

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Una biografia

Knut Hamsun nasce il 4 agosto 1859 a Lom, nella vallata del Gudbrandsdal, al centro della Norvegia, quarto figlio del modesto sarto Per e di sua moglie Tora Olsdatter Garmostraet.Quando, nel 1873, finisce la scuola, inizia a girovagare per la Norvegia accontentandosi di lavoretti fra i più disparati e, quando può, impartisce lezioni private a ragazzini. Al contempo coltiva una vena letteraria che già da bambino si era manifestata e, nel 1877, dà alle stampe la sua prima pubblicazione dal titolo “L’enigmatico – Storia d’amore del Nordland”. L’anno successivo, durante la stampa del poemetto “Un nuovo incontro” e del racconto “Bjorger”, un refuso dell’editore fa sì che il suo cognome diventi Hanmsun (si era infatti firmato Knut Pedersen di Hamsund) ed egli, divertito più che infastidito, decide di assumere Hamsun quale nome d’arte e così continuerà a firmare tutte le sue opere.

 Il successo, però, non gli arride, ed è costretto a tirare a campare continuando a svolgere lavori manuali anche quando si trasferisce inutilmente in America. Nel 1888 lascia gli Stati Uniti e si stabilisce in Danimarca, a Copenaghen, dove trova tranquillità e concentrazione che gli consentono di mettere mano al romanzo autobiografico “Fame”: due anni dopo l’opera è finita e data alle stampe, e per il trentunenne Knut Hamsun giunge il grande successo riuscendo a conquistare il pubblico con la magistrale contrapposizione, al cinismo del progresso e della civiltà, di un’orgogliosa esaltazione dello spirito e del sentimento umano. Ed è proprio in questa contrapposizione la natura rivoluzionaria e a tratti anarchica che contraddistingue il suo stile letterario e di vita. Nel 1892 pubblica “Misteri”, opera intrisa di influenze nietzschiane e, due anni dopo, “Pan”, il romanzo della natura selvaggia, imperscrutabile, fatale, conosciuta nell’infanzia. Nel 1898 sposa Bergljot Goepfert, una ragazza di venticinque anni, vedova, e pubblica “Victoria”, travagliata storia d’amore vissuta tutta all’insegna dei moti interiori, senza condizionamenti di sorta dal mondo esterno. Ma i rapporti con sua moglie si deteriorano presto, e Knut Hamsun riprende la vita errabonda incalzato dal bisogno di trovare conferme alla sua mai spenta fame di idealismo e di poesia. Il filo conduttore della sua produzione letteraria diviene, in questi anni della maturità, il ritorno alla terra inteso come presa di distanze dal materialismo delle società industrializzate europee ed americane ormai prede della sola religione del profitto. E, a conferma di quanto sostiene nei suoi scritti, nel 1918 acquista una tenuta a Kristiansand dove si trasferisce con la seconda moglie dedicandosi con passione all’agricoltura. Intanto ha pubblicato, nel 1917, “Il risveglio della terra”, un altro capolavoro che, tre anni dopo, gli varrà l’assegnazione del Nobel per la Letteratura. La sua lunga vita, così intensa e ricca di gloria intellettuale ed artistica, si adombrerà quando, con l’invasione nazista della Norvegia, Knut Hamsun manifesterà simpatia ed apprezzamento per Hitler. Dopo la guerra viene trattato da vecchio pazzo e rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Ne uscirà nel 1948 per rientrare nella tenuta di Kristiansand dove si spegne quattro anni dopo, il 19 febbraio 1952, alla veneranda età di 93 anni. Della sua copiosissima produzione letteraria si ricordano, inoltre: “Il redattore Lunge”, del 1893; “Terra nuova”, del 1894; le opere teatrali “Sulla soglia del regno”, del 1895, “Il gioco della vita” del 1896, “Tramonto”, del 1898, e i drammi “Il monaco Vendt”, del 1892 e “La regina Tamara”, del 1903; “Siesta” del 1897; la raccolta di poesie “Il coro selvaggio” ed il romanzo “Fanatici”, del 1904; “L’ultima gioia”, del 1912; la trilogia “Vagabondi” del 1927, “Augusto”, del 1930 e “Ma la vita continua”, del 1933; “Per i sentieri dove cresce l’erba”, del 1949.

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