Marina Ivanovna Cvetaeva

marina

Una biografia
Poetessa russa, nata a Mosca nel 1894, morta suicida a Kazan′ nel 1941. Originale nello stile e nel ritmo, non ha precedenti e non appartiene a nessuna scuola. È stata ravvicinata a V. V. Majakovskij – con cui ha in comune il ritmo – e a B. L. Pasternak, che amò e ammirò molto e cui l’avvicinano la sua vasta e profonda cultura e il suo spirito romantico nutrito di romanticismo tedesco, nonché ad Andrej Belyj e A. Blok, che ella stessa considerava suoi maestri, ma nel complesso è sola come artista e come persona poiché visse isolata e non partecipò alla vita degli emigrati russi di Parigi. La sua facilità e spontaneità nello scrivere le hanno dato conforto nella solitudine e la possibilità di creare una vasta opera poetica che le assicura indubbiamente un posto di primo piano fra i poeti russi. […].

Le principali raccolte dei suoi versi pubblicate dal 1922 in poi sono: Versty (“Le verste”, Mosca 1922); Stichi k Bloku (“Versi a Blok”, Berlino 1922); Razluka (“Separazione”, ivi 1922); Psicheja (“Psiche”, ivi 1922); i poemi Car’-devica (Lo zar-fanciulla”, Mosca e Berlino contemporaneamente, 1922) e Molodec (“Il giovanotto in gamba”, Praga 1924); Remeslo (“Il mestiere”, Berlino 1923); Posle Rossii (Dopo la Russia”, Parigi 1928). Dopo il 1928 la C. visse altri dieci anni in Francia […]. Come scrittrice in prosa ha dato il meglio di sé nei saggi critici su Belyj, Brjusov, Kuzmin, Pasternak e soprattutto nei suoi ricordi. Un volume delle sue prose è stato pubblicato nel 1953 a New York […].

Tratto e riadattato da:  http://www.treccani.it/enciclopedia/marina-ivanovna-cvetaeva_%28Enciclopedia-Italiana%29/