lettura, Rassegna

Inchiesta sul campo tra Altamura e Molfetta, gli anniversari, la quinta diretta proustiana e le altre novità di questa setttimana

Una settimana di letture #39
Federica Breimaier

La spiaggia urbana di Molfetta

In occasione dell’ultima rassegna (È successo davvero, è successo ancora: l’America cancella il diritto all’aborto a livello federale) l’arrivo della decisione della Corte Suprema americana mi aveva costretta a rimandare il racconto del mio viaggio in Puglia. Cercherò qui di rimediare, cogliendo l’occasione per dirvi qualcosa di più sul mio lavoro.

Io sono una linguista (non so isolare l’esatto momento in cui lo sono diventata, o in cui ho deciso di diventarlo), e in quanto tale… no, non so tante lingue, anche se questo è uno dei peggiori miti che la mia professione si porta dietro. Diciamo piuttosto che un linguista studia la struttura delle lingue intese come sistemi: in cosa si assomigliano certune rispetto ad altre, come cambiano, come nascono e, sì, anche come muoiono. Come accade per tutte le discipline, ci sono molti modi per far linguistica (pensate alla differenza tra fisica teorica, fisica applicata, biofisica, etc…); io mi considero un’empirista: più che riflettere sui sistemi, amo raccogliere materiale sul campo e vederli applicati nella realtà della comunicazione, avere un rapporto con i parlanti, che sia in laboratorio o sul campo. Nel mio viaggio in terra di Bari ho fatto proprio questo: due inchieste, molto diverse tra loro, per capire quali sono le dinamiche di due dialetti, ovvero quello di Altamura e quello di Molfetta. 

Dico “diverse”, perché la prima, sull’altamurano, intendeva raccogliere le informazioni mancanti per un progetto che ormai è in dirittura di arrivo; mentre la seconda, sul molfettese, era propedeutica ad un esperimento in fieri. Al di là del lato scientifico, entrambe le inchieste mi hanno lasciato molto dal lato umano, non fosse altro perché erano le prime mete che raggiungevo dopo il periodo della pandemia. Ma c’è di più. Quella di Altamura era un’escursione organizzata con una classe di studenti, e devo dire che sul piano didattico è stato interessante interagire in un ambiente diverso, e mostrare a chi magari la linguistica l’ha vista solo sui libri, quanto essa possa diventare incredibilmente complessa, e perciò coinvolgente, una volta che si è di fronte ad un dialetto, senza traduzioni, glosse o schemi. Ma inedito è stato anche lo scambio con i parlanti altamurani, la maggior parte piuttosto anziani, grazie ai quali abbiamo potuto documentare uno stadio della lingua destinato all’oblio. Ad essere rievocato infatti è stato un passato sconosciuto alla mia generazione, fatto di attrezzi agricoli, utensili per caccia e allevamento, piante e fiori di cui era difficile addirittura trovare i corrispettivi italiani! I ritmi erano serratissimi e il sistema linguistico che ci siamo trovati a maneggiare complesso in molte delle sue componenti: siamo, insomma, stati risucchiati in un vortice di domande, registrazioni, pranzi ad ore improbabili. Impegnativo? Assolutamente! Gratificante? Dannatamente!

Foto di gruppo davanti al duomo di Altamura

Simile ma differente era la situazione a Molfetta, città di mare in cui ero già stata e che mi ha riaccolto con affetto e simpatia. Lasciata la comitiva di studenti, mi sono ritrovata sola a camminare per le vie lastricate del suggestivo centro storico, che la sera si anima di risate, musica e luci. E che dire dell’incontro con il mare? Con l’acqua ho sempre avuto un rapporto quasi viscerale, ma erano tre anni che non la vedevo e ci è voluto un po’ a riabituarmi all’aria salmastra, al roboante moto dei flutti, e ai gabbiani: come quando si rivede un vecchio amico dopo decenni e occorre ricalibrare aspettative e abitudini. Ci siamo riavvicinati di sera, mentre mangiavo un hamburger spettacolare su un balconcino a picco sugli scogli, più tardi, mentre passeggiavo sul belvedere con un gelato alla pesca, e, infine, gli ultimi due giorni, quando mi sono alzata di buonora per fare un bagno davanti al Duomo, godendo della spiaggia urbana. 

Non pensavo di dirlo, ma a Molfetta ho ritrovato un po’ me stessa, la me che ama viaggiare, cercare librerie, indugiare nella pigrizia, sedersi da qualche parte a leggere, o anche solo andare a fare un bagno quando tutti dormono ancora. È anche vero che in questa città ho compiuto uno degli ultimi passi verso il completamento del mio dottorato: un progetto complesso, reso sfibrante dalla pandemia, che però oggi sono più fiduciosa di poter portar a compimento. 

Ecco, non so se ho saziato o annoiato la vostra curiosità, ma tant’è: questo è quanto ho portato con me dall’intenso soggiorno pugliese. E ora passiamo alla rassegna di questa settimana. 

📆 ANNIVERSARI

Questa settimana abbiamo celebrato un po’ di anniversari letterari:

📸 SU INSTAGRAM

Si è tenuta questo venerdì la quinta diretta del nostro 🕰 GdL Proust ritrovato in cui Maresa e Vittorio ci hanno intrattenuto con la prima parte de I Guermantes. Purtroppo questa volta la tecnologia, come sa chi era presente, ci ha traditi e siamo riusciti a salvare solo gli ultimi dieci minuti, che potete recuperare cliccando qui

Clicca sull’immagine per leggere il post

Questa settimana vi abbiamo proposto:

  • Un post dedicato ai tre libri che ho letto nel corso del mio viaggio (potete leggerlo cliccando sulla foto qui accanto).
  • La lettura di una poesia di Maria Luisa Spaziani che potete riascoltare cliccando qui
  • Un post dedicato all’anniversario della nascita di Hermann Hesse che invece trovate qui

📝 SUL BLOG

Sono stati pubblicati due incipit:

Sul versante della poesia abbiamo pubblicato:

A ciò è poi seguita la citazione del giorno ~ 28 giugno 2022 di Daria Bignardi e la Citazione del giorno 1 luglio 2022 di Michela Murgia

💻 NOVITÀ DALL’INTERNET

Una breve lista degli articoli che questa settimana hanno attirato la nostra attenzione.

1 pensiero su “Inchiesta sul campo tra Altamura e Molfetta, gli anniversari, la quinta diretta proustiana e le altre novità di questa setttimana”

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