Rassegna

Più è lungo meglio è, la diretta proustiana, e altre novità di questa assurda settimana

Una settimana di letture #32
Federica Breimaier

Più è lungo meglio è. Di cosa stiamo parlando? Dell’ultimo spot pubblicitario rilasciato da un’azienda di cosmetici, la Layla Cosmetics, che, pur di far parlare di sé, non ha mancato di portare su schermo un caso da manuale di pubblicità razzista. Il breve video, che potete guardare per intero cliccando qui, ritrae una donna bianca che, mettendosi il mascara, prodotto qui protagonista, recita “the longer the better”. È allora che dietro di lei compaiono una decina di uomini di colore, completamente nudi, che le danzano attorno. Messi in fila uno accanto all’altro, una scritta compare sul loro torace: LONGER, ovvero “più lungo”.

l’immagine tratta dallo spot pubblicitario

Certo non bisogna essere Freud per intuire, già dalla prima scena, la non troppo velata allusione fallica cui evidentemente si riferiva la casa produttrice, di innegabile cattivo gusto (un po’ come quello spot delle chips in cui Siffredi recitava “quelli della patatina”, vi ricordate?). Qui però è ciò che segue ad essere problematico: ovvero la scelta di rappresentare una decina di uomini tutti di colore che ballano nudi. Così facendo infatti l’azienda ha sfruttato, a mio parere coscientemente, dal momento che non vedrei altra ragione per sponsorizzare un mascara con persone senza vestiti (?!), lo stereotipo ben noto che insiste sulla dimensione degli organi riproduttivi degli afrodiscendenti. Si tratta dell’ipersessualizzazione del n***o di epoca coloniale, durante la quale quest’ultimo, aveva il compito, non solo di lavorare fino allo sfinimento, ma anche di aumentare la massa di schiavi alla stregua di un animale da monta. E nonostante gli anni, la tendenza ad oggettificare il corpo maschile nero non è retrocessa, al contrario, si è modificata, oscillando pericolosamente tra la paura causata da una libido ritenuta animalesca e soprattutto incontrollabile, e la feticizzazione che trasforma la persona in un organo da usare.

Tutto questo nel 2022? Purtroppo sì, e allora viene da chiederci: cosa possiamo fare noi consumatori di prodotti come di social media? Posto che l’azienda produttrice si è rifiutata anche solo di ascoltare le critiche provenienti dal mondo dell’attivismo, ma anche dal pubblico comune, molti si sono mossi a denunciare l’accaduto agli organi di vigilanza. Ma alla fine, è brutto dirlo, per queste aziende, e per gli influencer che portano avanti il loro marchio, ciò che conta davvero sono i numeri di follower. E su questo noi possiamo, e dobbiamo, intervenire! Come? Rinunciando a tutti i contatti che a quel video hanno messo mi piace, oppure che pubblicizzano i loro prodotti, o, ancora, che hanno commentato plaudendo all’iniziativa. Io personalmente ho deciso di bloccare due personaggi piuttosto famosi per questa ragione, e so che magari è una goccia nell’oceano, ma, ricordatevi che tante gocce possono scavare una montagna!

Prima di passare alla consueta rassegna settimanale, ci tengo a ringraziare i lettori che partecipano al nostro gruppo di lettura Diritti tra le righe con cui spesse volte ci siamo soffermati a riflettere sull’oggettificazione del corpo, razzismo nei media e privilegio bianco. Anche questa volta il nostro dibattito si è rivelato arricchente! Vi ricordo che potete ancora iscrivervi (mancano quattro tappe e poi avremo chiuso anche questo percorso), tramite questo link: https://t.me/+GdVjOW-RUOQii4PV

✍️ Qui sul blog

Clicca sull’immagine per leggere il post

Vi abbiamo proposto due articoli a tema femminista:

Sul versante della letteratura vi abbiamo proposto:

Infine la Citazione del giorno – 4 maggio 2022 di Adorno si è soffermata sulla popular music e sulla sua diffusione.

📷 Su Instagram

Si è tenuta domenica scorsa, la terza diretta del gruppo di lettura 🕰 GdL Proust ritrovato in occasione della quale Gerardo e io abbiamo attraversato la prima parte del secondo volume della Recherche, All’ombra delle fanciulle in fiore. Se vi siete persi la diretta e volete recuperarla, vi lascio il video qui accanto.

Per la nostra rubrica Vi leggo una poesia, Maresa vi ha letto „Voce di vedetta morta“ di Clemente Rebora, che potete riascoltare cliccando qui. Mentre venerdì ho pubblicato un post carosello, dedicato a Pratiche applicazioni di un dilemma filosofico di Alexander McCall Smith, quinto della serie «Il club dei filosofi dilettanti»; lo potete leggere cliccando qui.

📚 Curiosità dall’internet

Come sempre, ecco di seguito un breve elenco di titoli culturali usciti questa settimana.

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