Rassegna

Dove sono i cognomi delle donne? La terza diretta proustiana, e altre storie della settimana

Una settimana di letture #31
Federica Breimaier

Secondo una storica sentenza della Cassazione, emessa mercoledì scorso, dare ad un nascituro il cognome del padre è illegittimo; sarà d’’ora in poi facoltà dei genitori decidere se dargli solo il cognome del padre, quello della madre o di entrambi. Ora, lasciando da parte il consueto bipolarismo che si è creato tra coloro che, entusiasti, esultano alla rivoluzione, e chi invece, vittima del benaltrismo, sottolinea la piccolezza del risultato, davanti alle purtroppo ancora imperanti discriminazioni, bisogna pur sottolineare che la decisione di dare ai cognomi dei due genitori pari priorità è certamente un importante passo nella giusta direzione.

Quello tra donne e cognomi è ancora oggi infatti un rapporto complicato, soprattutto nel mondo del giornalismo, dove questi ultimi vengono spesso omessi, non solo nel titolo, ma talvolta anche negli stessi articoli. Guardiamo qualche esempio recente: 

  • «Maria Pia, Martina e Camilla, quando l’imprenditoria è donna»
  • «Asia, pilota da record tra le più giovani al mondo»
  • «Alle Poste si parla arabo e cinese: Giuditta e Laura, poliglotte che abbattono le barriere linguistiche a Milano»
  • «Tra Cybersecurity e Scienza dei Dati: dall’Ucraina arriva Catherine, studentessa dalle grandi doti»
  • «Dall’Ucraina allo Stadium: Kateryna porta un messaggio di pace cantando “Imagine”»

Cosa hanno in comune questi titoli di giornale? Mancano i cognomi! E senza i cognomi mancano le persone, poiché chi si ricorderà di Camilla, Asia e Catherine tra 10 giorni o anche solo domani? Il problema, poi ribattezzato cuginismo, è efficacemente descritto da Murgia nel suo Stai zitta: «Chiamate con il nome di battesimo, queste donne […] con titoli di laurea, spesso poliglotte, […] diventano di colpo tutte nostre cuginette, amiche delle nostre figlie, svampite ragazzine alla prima uscita. Perché è questo che fa l’uso del nome proprio delle donne in contesti non confidenziali: riduce la distanza simbolica, esprime il paternalismo, […] diminuisce l’autorevolezza della funzione ricoperta, riportando la donna alla condizione di principiante». 

Ora, mi direte voi, significa che chiunque scriva questi articoli sia un convinto sessista? No, e, anche se fosse, lo scopo di quanto vi sto dicendo non è di puntare il dito, ragion per cui non ho indicato gli autori dei titoli. Si tratta di un’abitudine, ereditata da anni di sistema patriarcale in cui i cognomi delle donne non erano rilevanti; ma se vogliano che la parità di genere funzioni, che le donne abbiamo le stesse possibilità degli uomini, allora dobbiamo dar loro lo stesso spazio sociale, lo stesso spessore di ruolo e competenza. E per farlo, dobbiamo usare i loro cognomi, spezzare l’abitudine ereditata, senza nasconderci dietro il facile “ah, ma io non sono sessista”. Benissimo, dico io, allora ancora di più capirai perché è importante! Dopotutto credo sia questo uno dei compiti del femminismo della nostra epoca: andare a toccare le questioni più difficili da vedere, quelle più rognose, quelle che ci sembrano innocue, ma che in realtà non lo sono. So che non è un discorso facile, o simpatico, o chic, ma è quello che oggi mi sentivo di farvi, perché sono una donna che lavora in un mondo di squali, e mai vorrei vedere un titolo del tipo “Federica, la linguista da Zurigo che studia la morfosintassi” in giro per il web. 

Ma ora passiamo alla consueta rassegna della settimana!

📆 SAVE THE DATE!

Si terrà domani, 1° maggio alle 21.00, su Instagram, la diretta di chiusura della terza tappa del 🕰 GdL Proust ritrovato. Per l’occasione Gerardo e io ci occuperemo della prima parte del secondo volume della Recherche: All’ombra delle fanciulle in fiore. Non mancate!

✍️ Qui sul blog

Vi abbiamo proposto due incipit:

In occasione della festa della liberazione, abbiamo pubblicato la Citazione del giorno – 25 aprile 2022 di Sergio Mattarella. Nel resto della settimana abbiamo poi toccato temi cardine della letteratura, come l’amore (con la Citazione del giorno – 27 aprile 2022 di Marcel Proust) o il genio (con la Citazione del giorno – 30 aprile 2022 di Paul Valéry). Infine, nella Citazione del giorno – 29 aprile 2022, Michela Murgia ha riflettuto sul modo diverso che si ha di concepire la protesta di un uomo e di una donna.

📷 Su Instagram

Clicca sull’immagine per leggere il post dedicato al romanzo di Elena Ferrante

Sul nostro canale @giornate_di_lettura Maresa ha pubblicato un post su Putin. L’ultimo zar di Nicolai Lilin, che potete trovare cliccando qui. Ad esso è seguito un carosello in cui vi ho invece parlato de La figlia oscura di Elena Ferrante, riportando i dubbi ma anche i punti di forza che secondo me contraddistinguono quest’opera, che tuttavia non è riuscita a convincermi del tutto. Potete recuperarlo cliccando sulla foto qui accanto. Infine venerdì scorso vi ho offerto una veloce carrellata di alcuni libri letti o da leggere, lo trovate qui: Cover Book Challenge

📚 Curiosità dall’internet

Come sempre, ecco di seguito un breve elenco di titoli culturali usciti questa settimana.

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1 pensiero su “Dove sono i cognomi delle donne? La terza diretta proustiana, e altre storie della settimana”

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