Rassegna

Perché “il caso Pinkett” è diventato “il caso Smith”, gli sconosciuti del Premio Strega e altre novità della settimana

Una settimana di letture #29
Federica Breimaier

Tre sono le novità portateci da questa settimana, e la prima, che consiste nel manto nevoso che inaspettatamente sta ricoprendo il prato davanti alla finestra, è facilmente spiegabile con il motto popolare secondo cui “ad aprile nevica sempre a Zurigo”. 

Licenziare le altre due, temo, comporterà qualche riga in più. Sulla prima imperversa ormai da una settimana il dibattito pubblico; parlo del sonoro schiaffo dato da  Will Smith al comico Chris Rock, che, durante la cerimonia dell’Oscar, ha intrattenuto il pubblico con una battuta di dubbio gusto sull’alopecia di Jada Pinkett, moglie di Smith. Ora, davanti alla scena, andata peraltro in onda in mondovisione, poco prima di quello che avrebbe dovuto essere il momento più alto della carriera dell’attore, la maggior parte delle persone ha condannato l’uso della violenza in un contesto pubblico di tali dimensioni. Ed è proprio in questa precisazione il problema: in nessun contesto, che sia sotto il bar di casa o davanti al mondo, la violenza è la soluzione, e far discorsi del tipo “se mi toccano la mia donna io gliela faccio pagare” è sintomo di un macismo retrogrado che di nuovo concepisce l’amore come un possesso da salvaguardare. Scusandosi per il suo gesto Smith ha sottolineato di aver perso il controllo per amore, ma non c’è nulla di romantico nel prendere a schiaffi qualcuno! L’ha fatto per lei, direte; no, dico io: l’ha fatto per se stesso. Altrimenti avrebbe riflettuto prima di agire, avrebbe magari proposto alla moglie di andarsene, sarebbe in altre parole stato leale alla coppia, chiedendo a lei, diretta interessata, come comportarsi. Ma Pinkett non pare aver avuto molta voce in capitolo: di nuovo l’attenzione è stata spostata dalla donna all’uomo. Smith infatti si è appropriato della scena, diventandone il protagonista e facendo passare in secondo piano chi l’offesa l’ha subita. Cosa ha provato Pinkett una volta udita la battuta di Rock? Come si è sentita mentre Smith partiva stile uomo di Neanderthal a rovinare anni e anni di carriera? Non lo sapremo mai, perché ancora una volta la narrazione si è concentrata sull’uomo e non sulla vittima, trasformando quello che poteva essere il “caso Pinkett” nel “caso Smith”.

Prima di lasciarvi alla consueta rassegna della domenica, sono doverose alcune parole sul versante della letteratura italiana. Giovedì sono stati resi noti i 12 nomi candidati al Premio Strega 2022, che saranno poi ulteriormente ridotti a cinque, fino a decretare, domenica 7 luglio, il vincitore di questa edizione. Cosa posso dirvi di questi autori? Poco o niente, in verità, dal momento che non ne conosco nemmeno uno, osservazione che porta a due conclusioni, temo entrambe accurate. La prima evidenzia una mia carenza nel campo della narrativa italiana contemporanea: come sapete avevo una mia preferenza e sono stata tremendamente dispiaciuta di non vederla comparire nella dozzina. D’altra parte però sospetto che la poca popolarità dei nomi derivi dall’enorme quantità di libri che vengono periodicamente riversati sul mercato: titoli che corrono il rischio di sparire dalla memoria dei lettori prima ancora che questi abbiano l’opportunità di approcciarvisi. Sulla composizione del gruppo si è soffermato Il fatto quotidiano: «Sette uomini e cinque donne. Età media non altissima e senza una vera e propria star dell’editoria italiana riconosciuta e riconoscibile». Dunque a noi non resta che domandarci: può essere l’età il criterio per selezionare le opere migliori di un’arte, come la scrittura, che richiede un continuo lavoro di lima, di ricerca della propria voce, di esplorazioni tematiche e di analisi psicologica tanto di se stessi quanto dei personaggi? Come diceva qualcuno «meditiamo!». Andiamo ora a vedere di cosa ci siamo occupati questa settimana. 

📅 SAVE THE DATE!

Si terrà giovedì 7 aprile la diretta dedicata al razzismo, tappa di aprile del gruppo di lettura Diritti tra le righe, organizzato insieme a Lisa di @bookaholicclub. Libro protagonista della serata sarà Perché non parlo più di razzismo con le persone bianche di Reni Eddo-Lodge. Non mancate!

✍️ Qui sul blog

Questa settimana vi abbiamo proposto due brevi consigli di lettura, apparsi nella nostra nuova rubrica Pillole di…:

Accanto alla narrativa ci siamo poi occupati anche di saggistica con:

Abbiamo poi concluso la settimana con la Citazione del giorno – 2 aprile 2022 tratta da Metafisica dell’amore sessuale di Arthur Schopenhauer

📷 Su Instagram

Su quest’altro nostro canale è apparso un post in cui vi parlo del romanzo che avrei tanto voluto vedere finalista al premio Strega: Hotel Padreterno di Roberto Pazzi di cui vi avevamo parlato attraverso la recensione di Gerardo “Hotel Padreterno”: il divertissement metafisico di Roberto Pazzi. Maresa ha poi postato alcune riflessioni sul La Porta di Magda Szabó

📚 Curiosità dall’internet

Di seguito come sempre alcuni articoli che hanno attirato la nostra attenzione:

  • Mantenere la zona franca della cultura: Non si può non sentirsi fratelli della letteratura, del teatro, della musica, delle arti figurative russe, che trasmettono una malinconia, una dolcezza del vivere, un tormento interiore, che sono lontanissimi dalla brutale risolutezza che abbiamo visto esplodere in questi giorni

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