Rassegna

Un vagone tutto in rosa, il nuovo romanzo di Joël Dicker e le altre novità librose prima della pausa natalizia

Una settimana di letture #16
Federica Breimaier

Mentre nell’aria si respirava il profumo della neve, e le vie del centro città brillavano cullate dalle morbide luci di natale, si abbatteva sul secondo lunedì di dicembre, già di per sé poco agevole per chiunque, una notizia inquietante: compare su Change.org una petizione per chiedere a Trenord, la società del trasporto pubblico ferroviario lombardo, di dedicare il vagone in testa al treno esclusivamente alle donne “per proteggerle” e “tenerle al sicuro” (cfr. articolo uscito per La Repubblica). Ancora intontita dal confuso sciame di impegni che porta con sé il lunedì, confesso che la notizia mi era un po’ passata accanto, convinta com’ero che si trattasse dell’ennesima e scaltra furbata pubblicitaria di qualche marchio, disposto a strizzare l’occhio ad una lotta per l’uguaglianza poco sincera ma molto pragmatica. Eppure non è questo il caso: in effetti si tratta davvero di una soluzione, proposta, con tanto di petizione, per arginare il numero sempre più alto di molestie e stupri. Bene, direte: più sicurezza per noi donne. Ma stiamo scherzando? Una scelta di questo tipo comporta segregare le donne in un solo vagone, che potenzialmente riuscirà ad accogliere solo le prime a salire, mentre le altre, che non troveranno posto, saranno costrette a stare nei vagoni misti.
Nondimeno, al di là di questa problematica puramente pratica, ce n’è una molto più basilare che è prima di tutto etica. Se un provvedimento di questo tipo venisse accettato, significherebbe rinunciare di fatto ad educare la popolazione tutta al rispetto, imponendo quella che, a ragione, è stata definita dal ministro Fontana come una sorta di apartheid. È davvero questo che vogliamo dalla nostra società? Vogliamo davvero dire: “care donne, l’unico modo per proteggervi da stupri e molestie è rinchiudervi in un vagone a parte”? Quanto spazio può intercorrere tra una posizione di questo tipo e quella di chi dice: “cara donna, il mondo là fuori è pieno di lupi, meglio se rimani a casa”? Poco, pochissimo, ahimè. La cura contro la violenza non può, non deve, consistere nella discriminazione.
A ciò si aggiungerebbero poi problemi legati allo statuto delle persone non binarie o alle donne transgender: quale definizione di donna verrà applicata affinché un individuo possa godere del nido caldo lontano dai lupi (che poi sarà comunque costretto ad affrontare nelle stazioni semi buie)? Con ogni probabilità ci si baserà sul sesso indicato nei documenti, il che escluderà entrambe le categorie summenzionate, che saranno invece obbligate ad andare negli altri scompartimenti, diventando così bersagli fin troppo evidenti. Inutile girarci intorno: si tratta di una non-soluzione che oggettivizza ancora una volta le donne, trattandole come vittime da proteggere con paternalistica accondiscendenza. Ma lo sappiamo, per costruire una società il più possibile basata su principi di rispetto e uguaglianza, non serve tanto proteggerne le figlie, quanto piuttosto educarne i figli.

Post di Joël Dicker
(Cliccate sulla foto per leggere l’annuncio)

Tornando a tematiche più leggere, tra le novità di questa settimana spicca senz’altro il post pubblicato da Joël Dicker che annuncia per il 10 marzo 2022 l’uscita in tutte le librerie del suo nuovo romanzo L’Affaire Alaska Sanders. In questa nuova avventura letteraria, che fa da cerniera tra La verità sul caso Harry Quebert e Il libro dei Baltimore, assisteremo al ritorno del duo investigativo composto da Marcus Goldman e Perry Gahalowood.

📍 Avviso importante

Questa è l’ultima rassegna settimanale del 2021: la nostra rubrica Una settimana di letture si prende infatti una pausa natalizia, per ritornare l’8 gennaio 2022. Ne approfitto dunque per farvi, a nome mio e di tutti i membri del gruppo, i miei più cari auguri di buone feste.

Ma ora, guardiamo un po’ di cosa ci siamo occupati negli ultimi giorni.

✍️ Qui sul blog

Protagonista tematica di questa settimana, come di altre, è stata la letteratura, dalle cui pagine vi abbiamo proposto:

  • Alcune righe dell’opera autobiografica di Eugenio Borgna Il fiume della vita, in cui questo psichiatra fenomenologico riflette sul rapporto tra la follia e la creazione narrativo-poetica. Potete trovare l’estratto qui: Frase del giorno – 16 dicembre 2021
Photo by Pavel Danilyuk on Pexels.com

Sul fronte dei diritti civili invece avete avuto modo di leggere:

  • L’incipit di Uomini come bestie di Francesco Ceraudo: un attento profilo della terribile situazione in cui versa il sistema carcerario italiano, capace di toccare in profondità il lettore grazie non solo alla tragica tematica, ma anche attraverso uno stile di scrittura oculato e tagliente. Quest’opera è stata scelta come terza lettura del gruppo Diritti tra le righe, organizzato da noi di Giornate di Lettura insieme a Lisa di @bookaholicclub, per discutere del diritto alla giustizia. Potete legger l’incipit cliccando qui: Incipit del giorno – 17 dicembre 2021

📷 Su Instagram

  • Per la nostra rubrica bisettimanale #vileggounapoesia, Maresa vi ha letto “Nella belletta” di Gabriele d‘Annunzio, contenuta in Alcyone, che potete ascoltare cliccando qui.

  • Con un reel vi ho raccontato alcuni nuovi arrivi nella libreria; potete recuperarlo cliccando qui
Post di Maresa
(che potete leggere cliccando sulla foto)
  • Last but not least Maresa vi ha proposto una recensione di La condizione operaia di Simone Weil, filosofa del XX secolo, ricordata per l’attività politica e sindacale, per la militanza nella guerra civile spagnola tra le file anarchiche, e per la ricerca mistica. Potete leggerla cliccando qui.

📚 Curiosità dall’internet

Di seguito troverete un elenco di articoli e post dall’internet che hanno attirato la nostra curiosità, con, di seguito, un breve estratto.

  • Disposti ad avallare il male per semplice inerzia”: il romanzo ‘fascista’ di Marguerite Yourcenar. Dialogo con Stefania Ricciardi: «Al principio era una ragazza che “verso i ventidue o i ventitré anni” fa una gita nella Roma appena fascista, nel momento più delicato dell’impero del Duce, “subito dopo, o al momento stesso dell’assassinio di Matteotti, e c’era una grande eccitazione nell’aria”. Si esercita ad amare Roma, Marguerite Yourcenar, ad inalarne la torbida eternità e il torpore del millennio scadente; intravede… [clicca qui per leggere l’articolo]»

  • “Il ricordo ci dà le vertigini”. W.G. Sebald a vent’anni dalla morte: «Perché scrivere? Perché sedersi ogni giorno alla scrivania, scegliendo di trasformare pensieri e sentimenti in lettere morte mentre fuori la vita allettante strizza l’occhio? Winfried Georg Sebald, il tedesco emigrato in Inghilterra e lì morto all’età di 57 anni in un incidente stradale il 14 dicembre del 2001, questo “vizio sempre un po’ compensativo” l’ha definito un “particolare disturbo del comportamento”. E di questo lui stesso ha sofferto in… [clicca qui per leggere l’articolo]»

  • Buttiamo “Il giovane Holden” giù dalla torre! Basta leggere libri brutti, la vita è breve: «“La vita è troppo breve per leggere brutti libri” mi scrive l’amico Michele nella prima pagina libera di un volume che mi ha regalato a inizio novembre. L’ha scritto a penna subito dopo la copertina, citando l’immenso Schopenhauer. È la sua risposta a una mia lettura, In città zero gradi di Daniel Glattauer, davvero deludente, che mi ha contestato. Gli ho dato ragione: “zero” è un voto troppo alto, la temperatura è molto più glaciale…[clicca qui per leggere l’articolo]»

  • D’Annunzio e il non-finito. Appunti di lettura sulla “Violante dalla bella voce”: «…Assai di recente è stato edito un manipolo di appunti dannunziani dedicati a una progettata e mai portata a termine raccolta di Studi su Gesù. Ci informa il curatore dei testi che “l’insieme di scritti, appunti, taccuini, parabole […] specificamente dedicati a Gesù” copre “un arco di scrittura che va dagli esordi giornalistici a Il libro delle Vergini del 1884 e su fino al Libro segreto del 1935″. Non è certo questo il primo caso di … [clicca qui per leggere l’articolo]»

  • 21 libri consigliati dalla redazione del Post: Per farsi venire qualche idea per i regali di Natale, sperando di azzeccarla: «Tra i regali natalizi più classici, insieme a calze e pigiami, ci sono i libri: forse non sono il genere di regalo che produce grandi reazioni di stupore e meraviglia, ma hanno quel gusto rassicurante delle tradizioni che si ripetono e, se sono belli, si apprezzano col tempo. È possibile che siate dei noti regalatori di libri con grandi aspettative nei vostri confronti o che, al contrario, sia… [clicca qui per leggere l’articolo]»

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