Rassegna

La violenza contro le donne, un’intervista inedita e le altre storie librose di questa settimana

Una settimana di letture #13
Federica Breimaier

Photo by Ylanite Koppens on Pexels.com

Charlotte Brönte ha scritto: «i pregiudizi, è ben noto, sono più difficili da sradicare dal cuore il cui terreno non è mai stato dissodato o fertilizzato dall’istruzione; essi crescono là, fermi come erbacce tra le rocce», sottolineando come l’educazione rimanga una delle armi più affidabili per contrastare ogni tipo di prevaricazione. Una riflessione più volte ripetuta in una settimana come questa, in cui si è celebrata, il 25 novembre, la giornata contro la violenza sulle donne. Molti sono stati gli appelli, le comunicazioni e gli articoli di personaggi più o meno noti della cultura italiana; tuttavia davanti ai numeri ancora alti relativi alla violenza di genere, è necessario ammettere che non bastano 24 ore per lavarsi la coscienza, ritornando poi, scattata la mezzanotte, a condurre la vita di sempre.
Qual è la condizione della donna in Italia e in Europa? Abbiamo davvero raggiunto la parità di diritti? Come viene rappresentata la figura della donna nei media? E nella letteratura? Da dove possiamo partire per offrire alle future generazioni dei modelli costruttivi di uguaglianza e rispetto? È vero che esistono delle carriere che non sono adatte alle donne?
Poiché è qui che nasce la violenza: nella convinzione che lo sguardo maschile sia lo sguardo del mondo; che la donna sia geneticamente diversa nelle sue capacità cognitive, automaticamente inferiori; che essere donna voglia dire avere le mestruazioni e quindi essere per natura debole e sporca; che dopotutto la colpa di quel ceffone non è così grave. “L’aveva provocato”, “L’aveva lasciato”, “L’aveva tradito”… quante volte l’abbiamo letto/sentito dai giornali? Ecco, perché queste convinzioni e queste frasi vengano davvero eradicate dalla nostra quotidianità, non basta pensarci per una giornata, e non c’è bisogno di diventare femministe dure e pure (che poi chissà che vorrà mai dire, se non iniziare a porsi domande sul mondo in cui viviamo?). Basta aver voglia di informarsi, senza preconcetti, per capire i termini della questione nel silenzio della propria coscienza, lontano dagli slogan rumorosi e dai dibattiti solipsistici di certi intellettualoidi. Per questo vi propongo qui di seguito un elenco di opere (saggistiche e non) che tentano di rispondere proprio ai quesiti di cui sopra:

Photo by Alycia Fung on Pexels.com
  1. Femminismo per il 99%: un manifesto, Cinzia Arruzza, Tithi Bhattacharya, Nancy Fraser: breve lavoro che discute il legame tra liberismo e femminismo di quarta ondata.
  2. Emma, Jane Austen: sicuramente uno dei migliori romanzi della celebre autrice britannica, che, seppur in un’epoca bigotta, stupisce per la sua capacità di ritrarre un’eroina a tutto tondo, contraddistinta da un’indomita indipendenza emotiva e di pensiero.
  3. Donne e Potere, Mary Beard: saggio sul silenzio che per anni ha oscurato la rappresentazione della donna nella letteratura, nell’arte e nella politica, dall’alba della cultura occidentale fino ad oggi.
  4. What Happened, Hillary Rodham Clinton: memoir in cui Clinton, nel ripercorrere le vicende della fallita campagna elettorale contro Trump, ci offre un interessante spaccato delle difficoltà incontrate, prima, nella carriera da avvocata, e, in seguito, nel mondo dell’alta politica americana.
  5. Donne, razza e classe, Angela Davis: celebre titolo che affronta l’intersezione tra pregiudizi di genere, colore della pelle e status sociale, dimostrandosi così uno dei più attenti studi sociologici ancora validi, nonostante il tempo intercorso dall’epoca della sua pubblicazione.
  6. Quando tutte le donne del mondo, Simone De Beauvoir: grande classico della letteratura femminista, che non manca di sfiorare temi fondamentali quali la struttura della famiglia, la contraccezione, la posizione della donna nel rapporto amoroso, e, non ultimo, la violenza maschile.
  7. Il mostruoso femminile, Jude Ellison Sady Doyle: pamphlet sulla mostruosità che l’arte e la letteratura hanno cucito addosso a figure di donne indipendenti, sfuggite al controllo del potere maschile.
  8. How to be a heroine, Samantha Ellis: raccolta di saggi che ripercorrono la raffigurazione della donna in 11 protagoniste di celebri opere letterarie.
  9. Ragazza, donna, altro, Bernardine Evaristo: romanzo corale in cui 12 donne di culture, identità, orientamenti, religioni e ideologie politiche diverse raccontano il loro processo di integrazione nella Gran Bretagna di oggi.
  10. Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone, Lilli Gruber: pamphlet lucido e ricco di dati sul perché le donne in Italia non riescono ad arrivare ai posti di potere.
  11. L’amante di Lady Chatterly, D.H.L. Lawrence: romanzo all’epoca considerato scandaloso e soggetto per questo a censura, che raffigura una protagonista forse troppo avanti per i suoi tempi, ma portatrice di un chiaro messaggio di indipendenza sessuale ed emotiva.
  12. Jane Austen and discourses of feminism, Devoney Looser: una raccolta di diversi articoli incentrati sul femminismo ante litteram dei personaggi più celebri descritti dalla penna di Jane Austen
  13. Invisibili, di Caroline Criado-Perez: studio denso di dati che affronta diversi ambiti della vita per evidenziare come l’uniche esigenze prese in considerazione fino ad oggi sono quelle maschili, relegando così metà della popolazione all’invisibilità.
  14. Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf: uno dei saggi più famosi sulla condizione della donna nel mondo della letteratura, che scava con dolorosa tenacia nei meandri della vita famigliare per scovare le ragioni che per tanti secoli hanno impedito alle donne di appropriarsi di un posto che fosse solo loro, per esprimere il proprio genio.
  15. Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar: un’opera che appartiene ai grandi classici della letteratura, portavoce della convinzione che la scrittura non sia un mestiere per soli uomini.

Passiamo ora alla rassegna della settimana

✍️ Qui sul blog

È uscito sabato La vita come musa ispiratrice della poesia: intervista a Michele Biafora., articolo-intervista in cui Maresa ha dialogato con il celebre poeta italiano, due volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Molti sono stati i temi trattati durante l’intervista, tra i quali spicca la riflessione sul ruolo della poesia, dimensione indispensabile «per scuotere le coscienze dormienti».

Nel corso della settimana vi abbiamo proposto due poesie :

Nella Citazione del giorno – 23 novembre 2021 abbiamo riflettuto, grazie alle parole di Simone Alliva, sul tema delle famiglie arcobaleno. Mentre di filosofia ci siamo occupati con l’ Incipit del giorno – 26 novembre 2021 estrapolato da Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam.

📷 Su Instagram

  • Lunedì abbiamo dato l’avvio all’ultima tappa del GdL La selva oscura organizzato insieme ad Adele di @lostinaclassicworld con cui vi abbiamo accompagnati, in questo anno dantesco, attraverso i tre regni della Divina Commedia. Questa settimana abbiamo postato la lettura integrale dei canti:
Cliccando sull’immagine potrete leggere il post uscito su Instagram
  • Maresa ha pubblicato un post incentrato sul romanzo d’esordio di Sara Gamberini, Maestoso è l’abbandono che potete rileggere cliccando qui 

  • Sperimentando per la prima volta il formato reel, vi ho proposto alcuni aggiornamenti circa le mie attuali letture, che potete trovare cliccando qui.

📚 Curiosità dall’internet

Come ogni settimana segue un elenco di titoli che hanno attirato la nostra attenzione

  • 🇬🇧The Arab-Israeli Power Broker in the Knesset offre un profilo dettagliato di Mansour Abbas, conservatore politico arabo dello stato di Israele, più volte costretto a dubbi compromessi (soprattutto circa la questione palestinese) per poter sedere al tavolo dei potenti

  • 🇬🇧 The Most Ambitious Diary in History narra della figura di Claude Fredericks, classicista dell’Università di Bennington, e amico, per un certo periodo, di Anaïs Nin, James Merrill, e Donna Tartt. Descritto da molti della sua cerchia come un arrogante egocentrico, tenne per otto decenni un diario che presto assunse dimensioni titaniche. Inutile dirlo, l’autore era convinto della grandiosità della sua opera, vista come un unicum nella letteratura mondiale. Ma sarà poi vero?

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