Rassegna

Chi siamo “noi”? Di cagnette, Signorini e altre storie di questa settimana

Una settimana di letture #12
Federica Breimaier

“Noi siamo contrari all’aborto in ogni sua forma. Neanche quello dei cani ci piace”. Eccola qui, nero su bianco, con tanto di virgolettato, la frase che in questa settimana ha fatto il giro dei social, generando le più disparate reazioni. Ah! Forse occorre dirlo: correva l’anno 2021.
Siamo a Grande Fratello VIP, mondo mediatico a sé su cui mi sono ritrovata a gettare lo sguardo per poter riassumervi i contorni dell’accaduto: sia mai che la mancanza di contesto ci possa far travisare le reali intenzioni del conduttore! Catalizzatore del tutto, chissà poi quanto casuale, è uno scherzo: ad un personaggio noto, di cui non farò il nome, vien fatto credere che la sua piccola cagnetta possa essere stata messa incinta da un maschio di taglia decisamente più grande. Il padrone, giustamente, si preoccupa che la stazza del maschio possa mettere in pericolo la vita della femmina, in caso di parto: “Potrebbe anche abortire. Lui è un cane grande, può succedere”. Ed ecco che Signorini interviene: “Noi siamo contrari all’aborto in ogni sua forma. Neanche quello dei cani ci piace”. Consiglio spassionato: rileggete, respirate, andate avanti.
Con mente più lucida vale forse la pena riassumere alcuni dei punti più problematici. Il “noi”: chi siamo “noi”? Noi italiani? Noi uomini? Noi di mediaset? Noi di Grande Fratello? Noi cattolici? Noi bianchi? Noi, chi? Chi diavolo siamo “noi”? Non lo sappiamo. Signorini espande ad un “noi” non meglio definito la sua identità di antiabortista. Lo può fare perché Signorini ha in mano il megafono: direttore, presentatore di un programma di successo, personaggio popolare di Mediaset, e come tale libero di agguantare il potere e imporre agli spettatori la propria opinione. Un’opinione che viene enunciata come acquisita, comune, giusta, moralmente ineccepibile. Il tono è rivelatore: Signorini sorride, la voce leggera, il corpo rilassato: non sta sostenendo una tesi controversa. Quella che è un’opinione assume qui tutte le sfumature dell’ovvietà: chi mai potrebbe ritenersi non contrario all’aborto? Sembra domandarci Signorini, con sopracciglia inarcate.
Altra problematica: “In ogni sua forma”. Signorini è contrario all’aborto in ogni sua forma. Solitamente gli antiabortisti respingono tanto l’interruzione chirurgica quanto la pillola del giorno dopo, se non addirittura la pillola anticoncezionale, quindi si tratta di una precisazione che in realtà non aggiunge nulla. A meno che dietro la parola forma non se ne nasconda un altro: ovvero il contesto. Allora dobbiamo pensare che Signorini sia contrario all’aborto anche in caso di stupro? Incesto? Rischi di salute? Pare proprio di sì, in realtà: basta guardare il paragone, sottile, certo, ma chiaro. Lo scherzo consiste nel far credere che una piccola cagnetta sia stata obbligata ad accoppiarsi con un cane di grossa taglia: se dovesse rimanere incinta, “noi”, pur tenendo conto degli evidenti rischi, non la faremmo comunque abortire. Perché “noi” siamo contrari all’aborto per le femmine di cane, figurarsi per le femmine di essere umano! Lampante risulta allora la violenza dell’immagine, della scelta, ma soprattutto del paragone, fin troppo intriso di una certa cultura patriarcale, tra una donna italiana qualsiasi e una cagnetta. Entrambe destinate a soccombere davanti a quel “noi”.
Meloni e altri hanno parlato a sproposito di cancel culture, di diritto di espressione e, perché no, di censura. Il problema qui però non è la posizione antiabortista di Signorini, quanto piuttosto il modo con cui questi ha approfittato del potere mediatico per trasformare la sua personale opinione in quella di un indefinito “tutti”. Questi sono i termini della questione.

Il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza è stato conquistato il 22 maggio 1978,m. Ciononostante, il momento dell’aborto, emotivamente di per sé difficile, viene reso ancora più complesso dalla pervasività di obiettori di coscienza negli ospedali pubblici. In Italia, secondo dati recenti, in 15 ospedali pubblici il 100% dei ginecologi sono obiettori dichiarati. «Ci sono poi 20 ospedali con una percentuale di medici obiettori oltre l’80%, mentre sono altri 13 quelli con una percentuale di personale medico e non medico che supera l’80%»[1]. Per regione: in Basilicata sono obiettori l’85,2% dei ginecologi, in Campania, l’83.9%, in Molise, l’85,7%, in Veneto, il 76.7%. In tutta la penisola la percentuale non scende mai al di sotto del 50%, tranne per la Valle d’Aosta (16,7%)»[2]. Questo è il “noi” di Signorini: quello che mette in pericolo la salute delle donne, quello che le paragona a cagnette, quello che gioca a fare il moralista in un programma televisivo che spia dal buco della serratura la promiscua vita di VIP in cerca di attenzione.
Ecco perché ho deciso di iniziare così la rassegna di questa domenica: perché credo nel potere delle parole, lette e scritte. Ragion per cui è nato il nostro GdL “Diritti tra le righe”, al quale potete sempre prendere parte, in qualsiasi momento, per discutere proprio di queste tematiche, attraverso testimonianze, dati e discussioni. L’ho fatto, in altre parole, per dire da donna italiana che quel “noi” non sono io.

Al riguardo vi segnalo:

Ma ora vediamo di cosa ci siamo occupati questa settimana.

✍️ Qui sul blog

Vi abbiamo proposto gli incipit de:

Di filosofia ci siamo occupati con la Citazione del giorno – 17 novembre 2021 estratta da Apologia di Socrate di Platone; mentre di felicità e amore trattano le parole di Sandor Marai (La donna giusta), riportate nella Citazione del giorno – 18 novembre 2021

Ancora una volta non sono mancate sul nostro blog le riflessioni sui diritti civili e, in questo caso, sul ruolo della donna nelle diverse società del mondo. Nella Citazione del giorno – 19 novembre 2021 Nafisi (Leggere Lolita a Teheran) discute il tema dell’obbligo del velo nell’Iran della rivoluzione islamica, in un arguto e aspro dialogo con uno dei suoi studenti più religiosi e intransigenti. Lo scambio termina con una nota ironica che riesce a svelare l’assurdità nella quale la protagonista è stata costretta a vivere, in seguito alla trasformazione politica avvenuta nella nazione.

📷 Su Instagram

Post di Maresa su IG, se cliccate sull’immagine potete accedere al testo.
  • Lunedì Maresa vi ha presentato in un post Lettere a Theo di Van Gogh, un’edizione Garzanti che raccoglie la corrisponde tra i due fratelli, attraverso la quale è possibile ricostruire parte della personalità di uno dei più famosi pittori olandesi e del suo arzigogolato universo. Ve lo siete perso? Lo trovate cliccando qui.

📚 Curiosità dall’internet

Di seguito un breve elenco di titoli che questa settimana hanno attirato l’attenzione di noi lettori:

2 pensieri su “Chi siamo “noi”? Di cagnette, Signorini e altre storie di questa settimana”

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