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Intervista esclusiva a George R.R. Martin sull’imminente uscita di “Fuoco e sangue” (in italiano!)

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Una settimana fa è uscita su The Guardian books un’intervista esclusiva a George R.R. Martin in occasione dell’uscita del suo nuovo libro. Ecco qui una traduzione dell’articolo inglese: 

Incesti, draghi, sangue… e migliaia di fan in attesa del prossimo libro della serie Cronache del ghiaccio e del fuoco: George R.R. Martin ci parla di fama, aspettative, ma soprattutto di una nuova opera che narrerà i 300 anni che Westeros trascorse sotto il regno dei Targaryen.

Prima della mia intervista a George RR Martin mi furono date delle chiare istruzioni: non chiedere nulla sull’uscita de I venti del nord, la sesta opera della serie Cronache del ghiaccio e del fuoco, opera per la quale i fan lo stanno letteralmente assillando, e che Martin iniziò a scrivere nell’ormai lontano 2011. Concéntrati su Fuoco e sangue, prequel sulla storia della dinastia Targaryen di prossima uscita, e tutto andrà per il meglio.

Così mi sono preparata a quest’intervista con una certa trepidazione. Martin è probabilmente uno dei romanzieri viventi più famosi al mondo. Non molti scrittori vedono rimbalzare i titoli delle proprie opere sulle testate giornalistiche, dopo aver venduto 90 milioni di copie dei loro libri, e vengono continuamente riconosciuti in pubblico e fermati per strada. 

Per me non è la prima volta: ci siamo già incontrati in passato quando Trono di spade stava per fare il suo debutto sugli schermi televisivi; sono uno di quei lettori fieri e compiaciuti di aver amato i suoi libri prima di vederli trasposti in TV, cioè prima che Ned Stark fosse impersonato da Sean Bean, o prima che Emilia Clarke diventasse Daenerys Targaryen. So anche quanto questo autore sia famoso per la sua irascibilità e, ciò nonostante, vorrei davvero (davvero!) fargli qualche domanda su I venti dell’inverno. 

In realtà, è lo stesso Martin ad approcciare l’argomento del suo attesissimo libro, e si dimostra disponibile a parlare di temi come la fama, la fortuna e lo stato delle sue Cronache. Tuttavia, iniziamo a parlare di Fuoco e sangue, la prima parte della narrazione che ci farà conoscere i 300 anni di dominio di Aegons e Jaehaeryses su Westeros. Martin ammette di non aver mai pensato di scrivere questo libro. Fuoco e sangue nasce da un libro pianificato a tavolino col titolo Il mondo di ghiaccio e fuoco insieme a due uberfan, Elio M. Garcia Jr. e Linda Antonssen (fondatori del mondo di Westeros, ndt), nel 2014. Martin voleva soltanto completare ed espandere un po’ la narrazione, riempiendo qualche buco sulla storia dei re e delle battaglie. Alla fine, quel mondo gli piacque così tanto che quelle piccole integrazioni raggiunsero le 350.000 parole. 

“Abbiamo creato un nuovo progetto, rivoluzionando quello precedente”, dice Martin. “Quindi questo nuovo libro è come quell’opera doveva essere, prima di diventare Le cronache: la storia, o almeno metà della storia, della dinastia Targaryen”. 

La voce narrante del libro è uno dei maestri della cittadella di nome Archmaester Gyldayn, “un tipo vecchio e irritabile con delle forti opinioni”, 100 anni dopo gli accadimenti descritti. La struttura permettere a Martin un ampio margine di manovra sulla prospettiva nella quale si troverà il lettore e sulla attendibilità del narratore, che riprende le sue storie da diverse fonti, tra le quali il lettore troverà Mushroom, un nano brillantemente osceno che narra gli eventi passati in una prospettiva piuttosto ripugnante.

Martin ha sempre amato la storia popolare: Trono di spade fu largamente ispirato da racconti che ruotavano intorno alla Guerra delle due rose.

“Il mio modello fu la storia in quattro volumi dei Plantageneti che Thomas B. Costain scrisse negli anni Cinquanta del secolo scorso. Questo autore ha un approccio old-fashioned: non era interessato ai trend socio-economici o ai cambiamenti culturali, ma volgeva la sua attenzione alle battaglie, agli incontri tra eroi, agli omicidi, ai complotti e ai tradimenti: in altre parole al succo della storia umana. Come Costain scrisse un lavoro straordinario sui Plantageneti, così ho provato a fare io con i Targaryen”.

Da matrimoni tra gemelli a cavalieri di draghi, passando tra omicidi e macchinazioni, succederanno molte cose in questo nuovo libro, e i lettori in cerca di scene di gloria e di coraggio, che hanno reso famoso Martin, non verranno delusi. Così sembra chiaro dalle parole di un profeta, personaggio del libro:

quando arrivano i draghi, la vostra carne brucerà, diventerà fumo e poi cenere. Le vostre mogli danzeranno in abiti di fuoco, urlando mentre bruciano vive, nude e oscene in mezzo alle fiamme. E vedrete i vostri figli piangere, piangere finché i loro occhi non scivoleranno sciolti come gelatina fuori dalle loro orbite…”. Tale atmosfera si realizza anche tra queste poche righe: “lei vide suo figlio affrontare suo zio e morire, insieme al suo drago. Poco tempo dopo, il suo secondo figlio subì la stessa sorte del primo sulla pira funeraria, torturato a morte da Tyanna della Torre”.

“Ci sono altre storie sepolte in questa narrazione”, ammette Martin.

“Se avessi 30 anni di meno, potrei facilmente scrivere una serie sulla danza dei draghi” – la guerra civile scoppiata in seno alla dinastia Targaryen – “oppure potrei scrivere la storia di Aegon il Conquistatore. Ognuno dei 13 figli di Jaehaerys e Alysanne ha una narrazione a sé che potrebbe essere raccontata, la loro ascesa, la loro disfatta, i loro trionfi, le loro morti… è stato molto divertente creare e vivere di nuovo in quel mondo”.

Il modo in cui Martin parla della stesura di Fuoco e sangue è davvero molto diverso da come parla dell’altro libro, che ormai i suoi fan attendono da 7 anni.

“Ho passato alcuni anni alle prese con quest’opera”, ammette. I venti del nord non è un’unica storia, ma una dozzina di storie, ognuna con un protagonista diverso, ognuno con diversi alleati, diversi antagonisti, diversi ammiratori; tutte queste storie si intrecciano le une con le altre in una struttura molto complessa. Si tratta quindi di un lavoro molto difficile; la stesura di Fuoco e sangue è stata molto più lineare. E non perché sia facile, visto che ho comunque impiegato anni per portarla a termine, ma è stata più semplice.

Martin ha delle mappe che lo aiutano a stare dietro all’enorme cast di personaggi che costituisce il mondo di Westeros, “tantissimi foglietti di carta pieni di scarabocchi” e “Elio e Linda in Svezia nel caso io dimentichi di che colore sono gli occhi di qualche personaggio”. Inoltre, è nata recentemente una specie di enciclopedia che Martin consulta. 

A volte Martin si trova in un momento propizio per la scrittura,

“ci sono giorni in cui mi siedo al mattino con una tazza di caffè e mi abbandono alle pagine; dopo un po’ mi sveglio, fuori è buio e il mio caffè è ancora vicino a me, ma è gelato, e io ho appena passato la giornata a Westeros”.

George R.R. Martin, nato nel 1948, iniziò a scrivere da piccolo nel Bayonne, New Jersey, per vendere storie di mostri ad altri bambini in cambio di qualche penny. Al liceo, incominciò a scrivere storie di supereroi per negozi dedicati al genere; divenne un appassionato di fantascienza e fantasy grazie a dei fumetti, ed è così che si rese conto che non tutti i libri dovevano concentrarsi su “Dick e Jane, una famigliabene della periferia americana, con un cane di nome Spot”.

“Vivevo in un quartiere di case popolari, c’erano pontili e magazzini … la periferia in cui vivevano Dick e Jane per me era un pianeta alieno…” racconta. “Poi scoprii Batman e Superman. Quelle erano vere storie! Quelle erano avventure! In quelle storie poteva accadere qualsiasi cosa!”.

Proseguendo, incontrò Tolkien, “e sì, lui fu davvero una rivelazione”. Martin studiò giornalismo all’università – frequentò a Northwestern, in Illinois – continuando a scrivere storie brevi per venderle durante il periodo della sua militanza contro la guerra in Vietnam (prestò servizio alternativo con altri volontari in America), fu insegnante di scacchi e arbitro nei tornei.

La decisione di dedicarsi interamente alla scrittura arriva nel 1979, poco dopo il suo debutto nel mondo dell’editoria con l’opera fantascientifica La luce morente (1977) e Il battello del delitto (1982), una storia di vampiri ambientata nel diciannovesimo secolo. Sempre in questo periodo inizia la sua collaborazione con il mondo televisivo di Hollywood; lavora a show televisivi come The Twilight Zone e la serie firmata CBS The Beauty and the Beast in veste di sceneggiatore e produttore. Un pensiero però non lasciò mai la sua mente: il desiderio di dare una chance al genere dell’epica fantasy.

“Tolkien ebbe un’enorme influenza su di me, ma dopo di lui ci fu un periodo buio nel mondo dell’epica fantasy, durante il quale venivano pubblicate un numero enorme di terribili imitazioni”, racconta. “Volevo assolutamente evitare che il mio nome fosse associato a dei libri che mi sembravano voler imitare unicamente le parti peggiori dell’opera di Tolkien senza provare nemmeno a catturarne gli aspetti più interessanti”. 

Il primo capitolo di Trono di spade “scaturì dal nulla” nel 1991. Quando iniziai a scrivere, non avevo nessuna idea di quello che mi stava succedendo. Ho pensato che poteva scaturirne un racconto breve; si trattava solo del primo capitolo, quello in cui gli Stark trovano i cuccioli di metalupo. Poi, iniziai ad esplorare queste famiglie e l’intero mondo di Westeros iniziò a prendere vita”, racconta Martin.

“Era tutto lì, nella mia mente, non avrei potuto non scriverlo. Quindi, non è stata una decisione del tutto razionale, ma del resto gli scrittori non sono creature del tutto razionali”.

Trono di spade si apre con Bran Stark che scala una torre, vede Cersei e Jaime Lannister avere un rapporto incestuoso, per poi venire spinto di sotto dal secondo dei due. Verso la fine del libro, il padre di Bran, Ned Stark viene decapitato dal giovane e matto re Joffrey Lannister; contemporaneamente, Viserys Targaryen, il cui padre era stato deposto dal trono di spade, viene ucciso con una colata di oro sulla propria testa, il tutto sotto gli occhi della sorella Daenerys. 

Nel corso dei primi cinque libri, tutti trasposti ormai sul teleschermo, molti personaggi sono stati eliminati in maniera cruenta e inaspettata – uno dei più importanti viene ucciso in una latrina da un colpo di balestra e un’intera armata viene spazzata via durante le celebri Nozze rosse di Tempesta di spade.

Tolkien può averlo messo sulla strada giusta, tuttavia lo stile fantasy di Martin è molto diverso da quello del Signore degli anelli – più crudo, più tenebroso, molto meno eroico.

“Ogni scrittore fantasy della nostra epoca scrive un po’ all’ombra di Tolkien, ma non potevo riprodurre unicamente la sua tecnica che è diversa e unica. Lui era un uomo molto diverso da me, un uomo di un’altra epoca con abitudini e atteggiamenti diversi, e anche se stavamo entrambi scrivendo storie di una società di stampo medioevale, il nostro approccio era diverso per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, la guerra e la sessualità. Così, ho deciso semplicemente di raccontare la mia storia, nel modo in cui sapevo farlo”, ammette Martin.

Le parole pronunciate da Faulkner durante il discorso davanti all’Accademia di Stoccolma sono sempre state il suo mantra: “il cuore umano in conflitto con sé stesso, […] di questo vale la pena scrivere”.

“Penso che ogni opera degna di essere letta debba parlare delle persone. E potrebbe essere ambientata nello spazio o in un castello con i draghi, magari decidi di ambientarla nella periferia di una città dove vivono Dick e Jane o in qualche buco di una città infernale. Non importa dove ambienterai la tua storia, finché quest’ultima parlerà delle persone, dei loro dubbi sul bene e sul male, sulla giustizia, e su come sopravvivere”. 

Tra i lettori più famosi di Martin possiamo trovare Margaret Atwood e Neil Gaiman, il quale ha dichiarato di leggere Martin da quando aveva 15 anni. “Lui ha scritto un’enorme opera dark di fantascienza, una storia di vampiri e un romanzo fantasy di stampo giallistico. Ogni opera era differente e profonda. Ero molto soddisfatto quando il grande pubblico ha finalmente scoperto il suo genio con Trono di spade, ma mi piacerebbe che leggessero anche gli altri libri”, confessa Gaiman, diventato famoso per un post pubblicato nel 2009 sul blog di Martin. Ai lettori delle cronache che domandavano spasmodicamente il nuovo libro della saga, infatti, ha risposto: “George RR Martin non è la vostra puttana”.

Le cronache del ghiaccio e del fuoco è diventata una saga fantasy best-seller ben prima che l’HBO si interessasse alla sua trasposizione nel 2013, tuttavia la serie ha portato l’opera agli occhi della cultura popolare mainstream. Oggi Martin gioca un ruolo che mai avrebbe potuto sognare di avere quando pubblicò il primo libro. “Come ogni altro scrittore giovane sognavo la fama e la fortuna. Ora le ho raggiunte e posso dirvi che è davvero grandioso”, racconta. Le vendite dei suoi libri gli hanno permesso di comprare un cinema a Santa Fe, vicino alla casa in cui vive con la moglie Parris (stanno insieme dal 1981, ma sono sposati solo dal 2011; Martin all’epoca delle nozze scrisse sul suo blog “Che vi devo dire? Sono lento. Nella scrittura come in altre cose…”). Insieme hanno fondato una borsa di studio per giovani scrittori di fantasy, e un’altra per supportare una riserva di lupi in New Mexico.

3000.jpg“Poter guadagnare una fortuna con le vendite dei libri mi piace molto. La fama? La fama è un’arma a doppio taglio… se sono in un aeroporto o in una grande città, durante un qualsiasi tipo di evento pubblico, so già che qualcuno mi riconoscerà e vorrà un selfie. I fan sono di solito molto gentili, ma queste circostanze non le puoi controllare, non le puoi evitare. Tutti noi abbiamo giornate no, in cui ci piacerebbe essere lasciati soli; nel mio caso questa non è più un’opzione… è davvero una benedizione a metà”. Questo ovviamente influenza il processo della scrittura. L’incredibile popolarità di Trono di spade ha reso il mio lavoro di scrittura più complesso”, ammette. “E poi c’è anche il problema della narrazione della serie TV che ora ha sorpassato quella del libro. La serie TV ha raggiunto una popolarità così grande e i libri hanno avuto recensioni così buone, che ogni volta che mi siedo a scrivere avverto la pressione di dover creare qualcosa di davvero grande, e provare a scrivere qualcosa che non deluda aspettative così alte è un peso notevole da portare”, ammette. “D’altra parte, una volta che riesco ad ingranare, ritorno in quel mondo; questo è quello che è successo scrivendo Fuoco e sangue. Spesso andavo a dormire e mi svegliavo la mattina pensando a Aegon e Jaehaerys, non vedevo l’ora di mettermi a computer per scrivere. In momenti come questi, il resto del mondo scompare, non mi interessa cosa mangerò a cena, quali film ci sono in TV o cosa dicono le mie email, chi mi tratta male o è arrabbiato con me perché non ho ancora pubblicato I venti dell’inverno: tutto questo è sparito, e sto semplicemente vivendo nel mondo che ho appena creato. Tuttavia non è sempre così facile entrare in questo stato di trance”. 

Probabilmente può essere difficile anche a causa delle molte cose che Martin ha attualmente tra le mani. Mentre è impegnato a scrivere i suoi libri, sta lavorando per la HBO per la produzione dei prequel di Trono di spade. Tra i produttori, troviamo anche Jane Goldman, sceneggiatrice di La notte lunga, ambientata 5000 anni fa. Martin è anche il produttore esecutivo dell’adattamento cinematografico di Chi teme la morte, opera di Nnedi Okorafor, sta sviluppando una serie TV intitolata Wild cards (che probabilmente si estenderà su più di una stagione) e sta mettendo in piedi un’altra coppia di show “di cui la HBO non mi permette di parlare”.

“Tutto è molto divertente, ma ci sono giorni in cui mi vengono un po’ le vertigini. Ma alla fine è un bel sentimento”.

Perché il fantasy ha la capacità di attrarre e render fedeli così tanti lettori? 

“La gente legge i fantasy per ritrovare i colori della vita”, spiega. “Noi viviamo le nostre vite, ma penso che ci sia qualcosa dentro di noi che spera di avere di più, di vivere esperienze più intense. Ci sono uomini e donne là fuori che vivono le loro esistenze cercando proprio questo tipo di esperienze, persone che scalano le montagne più alte o si lanciano nello spazio. Solo poche persone privilegiate possono davvero fare questo, ma penso che tutti vorremmo farlo, da qualche parte, nel profondo del nostro cuore, non vogliamo vivere la vita di calma disperazione di cui Thoreau parlava. Il fantasy, consentendoci di scappare in posti straordinari, ci mostra la meraviglia, e così colma un vuoto del cuore umano”. 

E i draghi? “Oh, certo, i draghi sono molto cool”, scherza. “però magari non davanti alla nostra porta di casa”

Link all’articolo originale: https://www.theguardian.com/books/2018/nov/10/books-interview-george-rr-martin 

3 pensieri su “Intervista esclusiva a George R.R. Martin sull’imminente uscita di “Fuoco e sangue” (in italiano!)”

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