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“RISVEGLI”, ovvero: come nascono gli eroi secondo Oliver Sacks

I neurologi sono spesso visti come creature a sangue freddo, impegnate a elaborare sindromi come se fossero parole incrociate. Essi sono alieni dall’ammettere l’emozione; e tuttavia emozione e calda sensibilità rapiscono in tutti i lavori degni di questo nome.

RisvegliRisvegli venne pubblicato per la prima volta nel 1973, ma fu rimaneggiato più volte: l’opera conta di fatto tre edizioni diverse in numero di note, aggiornamenti e ampliamenti.

Si tratta a tutti gli effetti di una raccolta di racconti che narrano le vicende di 20 pazienti postencefalici curati da un giovane Oliver Sacks.

Chi sono i pazienti postencefalici? Come nasce la loro patologia?

All’indomani della prima guerra mondiale l’Inghilterra fu invasa da un’epidemia di encefalite letargica che costrinse a letto i pazienti per mesi. Coloro che erano riusciti a sopravvivere al morbo, si erano poi ripresi e avevo continuato per molto tempo a condurre normalmente la propria vita. Finché un giorno non svilupparono una condizione di assopimento, di lento declino verso l’apatia: erano diventati pazienti post-encefalici. Si trattava di soggetti psichiatrici che non erano più in grado di prendersi cura di loro stessi: “vulcani spenti” da una malattia che avevano contratto anni prima ma che ancora influiva sulla loro salute mentale. Proprio per questa loro incapacità alla vita furono rinchiusi in sanatori o manicomi come quello di Mount Carmel, dove si svolsero le vicende narrate nel libro.

Nel 1966 Oliver Sacks arrivò proprio al Mount Carmel dove risiedeva una colonia di postencefalici ormai dimenticati: passata la tempesta dell’epidemia, la loro patologia era diventata démodée e i giovani studenti di psichiatria non si prendevano certo la briga di scendere nelle bolge dantesche dei manicomi pubblici. Improvvisamente, tre anni dopo, un farmaco, descritto quasi come miracoloso, sembrò offrire una nuova speranza ai pazienti “addormentati” dell’ospedale: la L-dopa. Il medicinale fu somministrato dal dott. Sacks con effetti davvero sorprendenti: incredibili risvegli si verificarono tra le sale del manicomio, eppure la magia durò poco. Gli effetti collaterali della medicina furono vari e spaventosi, diversi ma sempre terribili per ogni paziente:

Per qualche tempo, in ogni paziente sottoposto a terapia con L-dopa si ha un ritorno alla salute sereno, senza nubi; ma presto o tardi, in un modo o nell’altro, quasi ogni paziente cade in preda a problemi e disturbi vari. In alcuni questi disturbi sono abbastanza lievi e sopravvengono dopo mesi o anni di risposta positiva al farmaco; per altri il sollievo è solo questione di qualche giorno – non più di un istante, se paragonato all’arco di una vita – e poi sono rigettati negli abissi dell’afflizione. 

Alcuni di questi pazienti rinunciarono a prendere la L-dopa, preferendo i sintomi della malattia allo strazio degli effetti collaterali mentre altri riuscirono a convivere con la medicina “miracolosa”. Così questa raccolta di casi medici divenne in realtà una gallerie di epiche storie di lotta, speranza e adattamento.

Nel suo Risvegli, Oliver Sacks ha narrato le vicende dei suoi pazienti con una precisione che non è solo medica ma anche psicologica: ogni storia è un mondo a sé. Si tratta dell’esperienza di uno scienziato che è riuscito a vedere oltre la malattia per arrivare al paziente. Risvegli è un libro pensato non solo per gli interessati di neuroscienze o psichiatria ma anche per i lettori ordinari:  infatti è scritto in uno stile quasi epico con un pathos fuori dal comune. Le riflessioni che Sacks propone riguardano anche l’etica della scienza medica sottolineando quanto possa essere sbagliato gridare al miracolo e pensare di risolvere una malattia così profonda, complessa e diversa per ogni paziente con una sola medicina.

Ciò che il paziente prova non è una serie di sintomi ben formulati e tabulati in bell’ordine, ma una sensazione intuitiva, inconfondibile che ci sia qualcosa che non va

Credo sia questo il messaggio più importante della raccolta: l’unicità di ogni paziente. In effetti questa è anche la ragione per cui sarebbe davvero riduttivo descrivere Risvegli come un libro sulla sindrome postencefalica o sulla L-dopa, poiché i veri protagonisti sono i pazienti e ad ognuno di loro è dedicato un capitolo dell’opera.

La lettura di Risvegli può essere angosciante per certi versi, perché costringe il lettore ad entrare in un mondo davvero diverso e surreale, in una dimensione in cui anche un gesto semplice come un passo diventa il traguardo di un’impresa eroica. Eppure i protagonisti non suscitano pietà; infatti, sotto la lente del nostro narratore, essi sono eroi.    D’altra parte, i perdenti sono le famiglie che li abbandonano, lo stato che non li aiuta e i medici che non hanno la pazienza di trattarli come esseri umani. La forza della narrazione di Sacks risiede nel saper descrivere questo terribile male, e gli effetti collaterali di un’improbabile cura, come un’opportunità data ai pazienti per riscattarsi. Riesce così a dimostrare la loro forza d’animo e la loro voglia di vivere.

Detto questo, Risvegli è un grande libro della letteratura (medica) che credo amerete leggere: ad ogni capitolo vi aspetta un piccolo brivido di grandezza.

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